LA LUPA di Alberto Lattuada
La lupa è un film del 1953 diretto da Alberto Lattuada. Liberamente tratto dall'omonima novella di Giovanni Verga, il soggetto cinematografico di Lattuada prende i personaggi e la storia verghiana, ma li ambienta in Basilicata invece che in Sicilia, durante il secondo dopoguerra negli anni cinquanta anziché nell'ottocento.
Le riprese sono state girate a Matera. [1]
Trama
Nel villaggio dove viveva, la chiamavano "la Lupa", poiché non era mai sazia delle relazioni che aveva con gli uomini. Le altre donne avevano paura di lei, perché la Lupa -bella e vorace- attirava i loro mariti e i loro figli anche con un solo sguardo. Di ciò soffriva sua figlia, Maricchia, consapevole del fatto che non avrebbe trovato mai marito per colpa della pessima reputazione della madre.La Lupa si innamorò di un giovane che mieteva il grano con lei, Nanni, che seguiva e guardava avidamente. Una sera, la donna decise di dichiarargli il suo amore, ma il ragazzo rispose di volere in sposa Maricchia; ella andò via per poi tornare ad Ottobre, per la spremitura delle olive, offrendo la figlia in sposa al giovane. Nanni accettò, anche se la Lupa dovette costringere Maricchia a sposarlo con le minacce: sposando sua figlia, infatti, Nanni sarebbe stato costretto a passare molto tempo anche in compagnia della donna.
Passò il tempo e Maricchia diede dei figli a Nanni. Sua madre aveva deciso di non farsi più vedere, ma, un pomeriggio caldo, svegliò Nanni che dormiva in un fosso e gli offrì del vino. Lui la pregò più volte di andare via, ma lei tornò altre volte, noncurante dei suoi divieti.
Maricchia, disperata, accusava la madre di volerle rubare il marito e andò dal brigadiere per farsi aiutare. Anche Nanni chiese aiuto al brigadiere, che supplicò di arrestarlo e rinchiuderlo in prigione: tutto pur di non rivedere la Lupa.
Qualche tempo dopo, Nanni prese un calcio al petto da un asino. Il ragazzo, sebbene sembrasse in procinto di morire, riuscì a sopravvivere e dovette sopportare un ulteriore ritorno della Lupa, che minacciò di uccidere. Quando la donna tornò ancora da lui, fu l'ultima volta: Nanni la uccise, esasperato dalla sua bellezza e dalla volontà di restare fedele a sua moglie.
Alberto Lattuada (Milano, 14 novembre 1914 – Orvieto, 3 luglio 2005) è stato un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico italiano. Intellettuale dalla personalità eclettica, appassionato di letteratura, arte e fotografia, era noto soprattutto per aver trasposto sullo schermo molti celebri romanzi e alcuni kolossal anche per il piccolo schermo. Fautore di uno stile personale e rigoroso, ha raccontato l'individuo senza scrupoli tutto teso al raggiungimento di uno scopo, esplorando inoltre un erotismo quasi mai fine a se stesso (il corpo e la scoperta della sessualità femminile). Nella sua lunga carriera ha scoperto e lanciato molte attrici come Marina Berti, Carla Del Poggio (divenuta poi sua moglie), Valeria Moriconi, Jacqueline Sassard, Catherine Spaak, Dalila Di Lazzaro, Therese Ann Savoy, Nastassja Kinski, Clio Goldsmith, Barbara De Rossi e Sophie Duez.( FONTE: WIKIPEDIA)


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